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Quale carta per acquerello, quali colori?

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Sapete che...

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Spesso chi comincia a dipingere ad acquerello (o vuole farlo ma per il momento sta solo sfogliando  dei negozi online) si trova perso davanti a tanto materiale, tanta varietà di carta, pennelli, per non parlare degli accessori.

Questo piccolo articolo vuole essere d’ aiuto perché mi viene da pensare a quando anch’io, circa 8 anni fa (siamo nel 2022 ora che scrivo) ho cominciato, come fanno molti, facendo gli acquisti sbagliati, sprecando tempo e soldi, facendo i corsi sbagliati, leggendo articoli che non erano altro che propaganda, insomma mettendo nello zaino una bella quantità di insuccessi che mi hanno regalato  vere e proprie delusioni.

L’acquerello è difficile da padroneggiare come tutte le tecniche pittoriche, ma all’inizio è più difficile delle altre. A occhio e croce direi che occorrono 5 anni di esercizio 2 volte a settimana per controllarlo bene. Anche se sono numeri sottoposti a molti parametri soggettivi.

In tal caso spero che quello che di seguito leggerete sia di vostro gradimento. Vi racconto qualcosa di quando ero – tutti lo siamo stati e lo restiamo sempre – studente.

Ho seguito un corso serale di acquerello all’accademia dove il prof non era un acquerellista ma un olista (oliista, insomma un pittore a olio). Errore che ho evitato di ripetere.

Ho acquistato inizialmente materiale economico pensando: “Dato che sono un principiante, butterò molto materiale, all’inizio, facendo prove e test, quindi meglio salvare soldi aspettando il momento in cui sarò piú bravo.” Altro errore.

Terzo: mi sono iscritto a molti gruppi di acquerellisti e ho persino domandato ad associazioni  “come diventare un bravo acquerellista”, come imparare, fare l’esercizio pratico giusto, quali sono i libri consigliati, come essere seguito da un tutor… Aspettandomi una risposta. Si è rivelato non solo un fiasco, ma addirittura controproducente: ho ricevuto dei commenti sui social che si riferivano all’ “invasione dei dilettanti allo sbaraglio”. Una persona mi ha risposto: “quando e se sarai diventato bravo ricontattaci”. Altri offrivano tutoraggio a prezzi improponibili, del tipo 50 euro a lezione. Ero finito in mezzo agli sciacalli. In realtà avevo, come succede spesso, fatto finta di essere ingenuo per tastare il terreno.

Fare centro nel bersaglio sbagliato

Al primo corso di disegno di nudo, nel 2010, il prof del “taller de arte Lamina” di Madrid mi diceva: “Tu non hai nessuna difficoltà a disegnare, puoi fare quello che vuoi”. Ma io non volevo solo disegnare.

Al  corso di pittura a olio, il primo della mia vita, nel 2014 a Lugano, stavo riproducendo alla perfezione il faro di Hopper, ma mentre lo dipingevo già pensavo: se questa è la pittura a olio, mi annoia. Lasciai i bordi del dipinto incompiuti: non ne avevo voglia. Avevo voglia di dipingere solo un paio di cose a olio nella mia vita, per vedere come sarebbe stato il risultato:

1- la torre dello Zancale vista dal castello, in una giornata di vento forte e mare agitato, con i cespi di tonnara in primo piano. Fatto.

2- un cavallo dal respiro affannato nella penombra, che mi rappresentava dal punto di vista introspettivo. Fatto.

La pittura a olio è statica. Non si muove. Se voi mollate il pennello e andate a via, al ritorno il giorno dopo sta ancora tutto lì, come lo avete lasciato. Che divertimento c’è? 

Mi serviva qualcosa di più stimolante. Io devo soffrire, per godere.

Si inizia sul serio...

La teoria sull’acquerello nessuno la insegna, a mio parere, accademicamente bene. Ma sono sicuro che voi cercherete -e troverete-  meglio di come ho fatto io. In ogni caso posso parlare del testo migliore e il peggiore su cui ho messo le mani.

Il peggiore è il sedicente “Manuale di pittura ad acquerello dalla A alla Z” (i titoli si somigliano tutti) pieno zeppo di immagini e con i tutorial che passo passo mostrano l’esecuzione di acquerelli di paesaggio (ad esempio la classica spiaggia della Cornovaglia) o di vasi fioriti (le acquerelliste donne per lo più dipingono fiori, gli uomini barche e palazzi).

Il migliore?  È il libro sulla tecnica dell’acquerello scritto e illustrato da Zbukvic, edito da una casa australiana degli anni novanta che non ricordo. Comunque il tutto è introvabile. Bisogna fare carte false per averlo. E’ una opera d’arte in sé, anche perché insegna la propria teoria e pratica dell’acquerello, tutta personale del maestro, e questo dimostra che l’Arte è un mondo solitario, soggettivo e per lo più autodidatta, fatto di intuizioni e dura, massacrante, ostinata pratica quotidiana. A vantaggio di coloro che agognano a questo testo introvabile, dico che sono disponibili su internet i DVD del maestro che spiegano praticamente gran parte di quello che ha scritto (e per giunta ripreso dal vivo, molto meglio che vederlo solo in foto).

I primo mese di acquerello l’ho trascorso guardando e riguardando tutti i suoi DVD.

Mentre ancora guardavo i DVD provavo un impulso irrefrenabile di ripetere anch’io il lavoro. Lo stesso lavoro. Quindi il secondo step è consistito nel riprodurre le sue opere. Ne ho riprodotte una dozzina, in formato 35 x 50 cm

Non avevo trovato la carta giusta, né i pennelli giusti né i colori giusti. Avevo solo voglia di dipingere. 

Ricordo che il primo set di colori che ho comprato era “completo di paletta”, una scatola concava di plastica blu: come si poteva capire che colore c’era nella paletta quando si faceva la mescola se il contenitore era tutto blu? (!)  … Già da questo dettaglio avrei dovuto capire che avevo a che fare con un di set di colori poco professionale.

Avevo poi comprato della carta di cellulosa perché “costava poco”. E cosi buttai un sacco di soldi a dipingere su un cartone che non assorbiva acqua. E rimaneva imbarcato anche dopo essersi asciugato. E faceva la goccia. Quante imprecazioni in quei giorni!

Finalmente nei DVD c’era una mini lezioncina sui materiali del maestro, che pronunciò la frase: “uso solo carta Saunders Waterford”, da quel momento e per un anno mi feci spedire quella carta dall’inghilterra, e devo dire che la mia tecnica ebbe un primo improvviso miglioramento.

Oggi non uso più quella carta, che resta comunque nel mercato come una delle migliori. Ma per i miei gusti è troppo gialla.

In un altro video il maestro diceva che “usava i pennelli Escoda”. E così pochi minuti dopo navigavo in rete cercando di conoscere tutto della fabbrica di pennelli spagnola Escoda. Dopo un paio di mesi i pennelli sintetici che prima usavo, consigliati dal corniciaio di Lugano, mi sembravano ormai solo un brutto ricordo.

Fatto questo avevo bisogno di esercizio. Puro e semplice esercizio.

Otto anni di esercizio et voilà, l’acquerello non è più un mistero.

Carta

Potete avere le idee più bizzarre del mondo sull’argomento, ma per quanto mi riguarda nessun materiale, tranne il cotone, assorbe meglio l’acquerello.

Storicamente la carta di cotone è molto più antica della carta moderna. Quest’ultima è una idea relativamente recente. Oggi responsabile di disboscamento. La carta di cotone da sempre può essere prodotta a valle della manifattura dei tessuti, come riutilizzo degli scarti.

Ho provato negli anni varie carte, di canapa, di seta, di fibra mista, anche la carta di Agave, che è stupefacente, ma è un prodotto di nicchia che sono reticente a pubblicizzare, perché sono preoccupato per gli agave, le mie piante preferite di quando ero bambino. E voglio che rimangano sconosciute.

Bisogna rendersi conto che di questi tempi non si può pagare della buona carta di cotone meno di 12 euro a metro quadro.

Esistono 3 tipi di rugosità di carta principali:

– Grana grossa, grain torchon in francese, grano grueso in spagnolo, rough inglese

– Grana fine, cold pressed in inglese

– Grana intermedia oppure satinata, hot pressed in inglese

Io preferisco la prima perché sono impressionista, ma chi é realista usa per lo più la grana fine, o satinata.

Chi dipinge dettagli usa grana fine, e così anche chi è miniaturista, o botanico.

Chi usa poca acqua e adora l’effetto di “tante macchie” usa grana fine.

Se avete voglia di approfondire, qui sopra trovate un link a un articolo che affronta la prova fatta dipingendo un acquerello su pannello, e i risultati che si ottengono.

Nelle foto – Alcune delle carte a grana grossa che preferisco

Chi detesta le macchie, i “cavolfiori”, e vuole dipingere senza troppo preoccuparsi di usare la quantità giusta di acqua, usa grana grossa. Che è spartana, tosta, se la si prova – forse – si trovano meglio di me le parole giuste per definirla.

La grana grossa è più tollerante all’acqua. La grana fine invece rivela subito le stesure, lasciando vedere i contorni della linea d’acqua con bordi netti di contorno dopo che si è asciugata, le “macchie d’acqua”, si chiamano.

Quando si scrive carta 300g significa 300 grammi per metro quadrato, è indicata anche come 300 gsm (grams square meter), convertito in libbre è 140 lbs (cioè 140 libbre). E’ consigliabile usare carta da 300g in su. Io uso solo carta 300g.

Faccio un attimo di chiarezza per chi è a digiuno di queste unità di misura che possono portare a confusione e ad un acquisto sbagliato, soprattutto se fatto per la prima volta su internet.

La tabella di conversione tra gsm e lbs è la seguente:

190 gsm = 90 lbs

300 gsm = 140 lbs

356 gsm = 260 lbs

Potete crearvene una personale, basta che per ottenere la carta in libbre moltiplichiate il peso in gsm per 0,466

Ma perché un foglio di carta che pesa 300 grammi per metro quadrato (un peso abbastanza facile da valutare intuitivamente) viene convertita in carta da “140 libbre” ?

140 libbre sono circa 63Kg!

Perché gli anglosassoni, che hanno commercializzato piú di tutti negli anni passati la carta per acquerello, valutano il peso di “500 fogli di misura imperiale”.

Un foglio imperiale (cioè uniformato allo standard anglosassone) è 56 x 76 cm (22 x 30 pollici)

Se fate i calcoli risulta che 500 fogli di questa misura, se di spessore 300gsm, pesano in totale 63 Kg.

0,56 x 0,76 x 0,300 x 500 = 63 Kg

Il foglio imperiale (imperial sheet) è il formato più usato di foglio intero per acquerello

Ma in questi anni si stanno diffondendo i fogli 70 x 100 cm (Baohong) e in rotoli da 10 metri (Arches)

COME SCEGLIERE LA CARTA PER ACQURELLO?

Andate in negozio, comprate tre campioni di ottima carta di cotone 300g di tre granature differenti (grossa, satinata e fine) e dipingete per tre volte lo stesso soggetto con la stessa quantità d’acqua: ecco a voi finalmente rivelata la differenza delle tre carte. Ora scegliete la vostra.

acquerello grande formato

Un foglio di carta per acquerello Arches intero 56 x 76 cm

colori

Di colori ce ne sono talmente tante marche che è inutile nominarle. Li trovo per lo più tutti della stessa qualità, a certi livelli. Quali comprare? I più costosi. Nel senso che la qualità di quelli professionali è buona, quelli venduti come serie per “studenti” o “school” o principiante, sono una presa in giro.

Ho provato quasi tutti i produttori. Dato che un tubetto da 5 ml costa veramente poco (e dura poco) provatene di diverse marche per fare esperienza. Poi scegliete la vostra marca e non dimenticate, di tanto in tanto, di abbandonarla.

Io uso sia il formato godet (cioè panetto) sia formato tubetto. I tubetti grandi costano, a parità di quantità, meno. Dei colori di uso più comune conviene quindi averne di grandi, una specie di formato scorta

I colori per i quali conviene fare la spesa del formato scorta sono due:

  • Terra di siena bruciata
  • Blu oltremare.

Questi due colori hanno la caratteristica di essere completamente trasparenti, ma se mischiati con poca acqua rendono l’ombra, che a secondo della dose relativa di terra rispetto a oltremare può essere calda o fredda. Insomma sono i due colori fondamentali. Si può dipingere solo con questi due. Ma è un po’ riduttivo, data la varietà meravigliosa di colori che esiste in giro.

paletta acquerello

Una paletta grande da studio

Una rosa minima di 6-12 colori rappresenta la propria “paletta personale” di cui ognuno è geloso e si tende a essere molto conservativi e tradizionalisti con la paletta.

Io ad esempio uso un totale di 16 colori divisi in due palette, eccoli qui:

Rosso cadmio

Rosso veneziano (lo uso poco)

Giallo cadmio

Marrone oro, oro, oppure marrone winsor, o qualcosa di equivalente (lo uso poco)

Terra di Siena bruciata

Blu cobalto

Giallo napoli

Blu otremare, ne esistono molti tipi, io uso il più scuro possible.

Blu prussia, o equivalentemente Indaco

Arancione cadmio

Cremisi Alizarina permanente o rosso primario, o magenta (lo uso poco)

due tipi di verde, verde foglia e verde olivo

Seppia

Bianco

Nero (lo uso poco, solo per gli acquerelli in bianco&nero)

Vi lascio con una cosa che dico sempre se siete alle prime armi: Ricordate che si migliora ad ogni acquerello fatto!

Questo articolo è solo alla prima bozza, chi lo legge sappia che nei prossimi giorni/mesi/anni aggiungo foto e maggiori dettagli. Saluti e a presto.

Manu

L'autore

Watercolor Artist

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