Le attuali crisi e il momento storico che stiamo vivendo rendono evidente la necessità di trasformazioni profonde.
Siamo dentro un’era di passaggio, nella quale dovranno cambiare i sistemi di gestione della politica, della cultura e dell’economia, in cui servono nuovi paradigmi.
[Carlo Petrini, Terra Madre, pg. 53]
E’ più facile cominciare questo difficile post con una citazione del fondatore di Slow Food, grande comunicatore dell’epoca globalizzata e carismatica guida occidentale della Moltitudine Inarrestabile. La sua visionaria consapevolezza del mondo anticipa quello che la maggior parte dei nostri concittadini non sa ancora e che probabilmente non riuscirà mai a vedere. Tra le righe e le rughe del tempo, questo tempo, si sta disegnando una rivoluzione. C’è un cambiamento in corso. L’umanità si trova ad una svolta storica, mossa da una convergenza quasi incredibile di eventi.
Il debito Statunitense.
L’epoca dei picchi, la chiamano alcuni studiosi (del petrolio, dell’acqua, del suolo fertile, della salute, della popolazione, del debito, dell’uranio, dei minerali).
La popolazione umana mondiale.
L’epoca di transizione, la chiamano altri.
Vero è che, dati alla mano, qualsiasi individuo dotato di senso della realtà e di una certa consapevolezza etica si sentirebbe tremare le gambe al momento di apprendere tutte insieme le verità che oggi si manifestano senza possibilità di negazione: crisi del clima, crisi della economia del consumo, crisi demografica, in una parola, siamo al collasso mondiale.
Ogni civiltà ha avuto un picco prima del collasso. Ogni impero ha esaurito una risorsa naturale prima di cadere: noi stiamo esaurendo l’intero Pianeta.
Ma come spiegarlo in poche righe a chi non ha aperto gli occhi? Vedetevi qualche film come quelli disponibili a questo link. Sono solo alcune briciole di quello che sta succedendo.
Ed ecco che veramente tutto questo farebbe crollare emotivamente anche i più forti.
Ma prima di scoraggiarci, se ci accorgessimo che siamo circondati da esempi di persone che realizzano il cambiamento che vogliamo? E se queste persone lo stessero facendo attuando proprio con la logica del cambio di paradigma, con un modo di pensare che non ha niente a che vedere con la logica del consumo, ma segue piuttosto la sostenibilità vera e cioè: la realizzazione e gestione consapevole di biosistemi che si inseriscono nel ciclo naturale, anzicché interromperlo?
Eccone uno. Ascoltatevi la storia dell’allevamento di pesce di Veta la Palma, in Spagna, raccontato tra l’altro dalla magnifica verve narrante di Dan Barber.
Quello di Miguel si che è un esempio entusiasmante di cambiamento, di capitalismo naturale, come lo chiama Hawken o, semplicemente, di pensiero profondamente ecologico e responsabile.
Vengono applicare le etiche della Permacultura, senza mezzi termini:
Primo. Avere cura della Natura, cioè del prossimo, cioè di se stessi.
E secondo: condividere il surplus. Lasciare i fenicotteri mangiare i pesci del nostro allevamento, perché non sono nostri pesci, non è il nostro allevamento (piantiamola una buona volta con questa idiozia della proprietà privata!): ogni pesce, ogni fenicottero, appartiene a sé stesso. Perché è VIVO. E nessuno, neanche un allevatore, può appropriarsi della sua vita, al massimo la potrebbe imprigionare, come un carceriere, con prepotenza, facendo un peccato al mondo. Come quando si metteva il guinzaglio agli africani negli USA del 1800, come quando lo si mette a un cane oggi. Vergogna.
E allora in cosa queste persone sono speciali? Sono come noi, spesso non hanno particolari riserve finanziarie, ma hanno solo la consapevolezza di come dovrebbe funzionare la cosa, e lo fanno! Pensate a chi fa funzionare un GAS. Quello che succede è che si crea una vera e propria filiera corta e, se l’acquisto di prodotti viene fatto con gli SCEC, si risolve localmente anche il problema dell’impoverimento finanziario del mercato locale.
Continuiamo a pensarci su, d’accordo, al cambiamento. Sognamolo… Ma quanto costa davvero realizzarlo?
All’opera!
Pensate a qualsiasi gesto, anche piccolo, che possa realizzarlo: un micro-credito a interessi zero con Kiva, un acquisto dal produttore biologico della vostra zona, un talk con i vicini di pianerottolo, una compostiera domestica, un vaso di basilico coltivato sul davanzale, una conserva in casa, un po’ di risparmio domestico, un acquisto di pannolini lavabili. Ed è fatto. Il vostro mondo è cambiato!





…interessantissimo, come tutti gli altri post del sito…complimenti!