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senza titolo

Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi
all’incirca così. Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi
di potere capitalistici che però sono in lotta fra loro; sotto di essi i
magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei
collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le
masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della
manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei
capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole
esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli
altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio
retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati
cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia
quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si
innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi
capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile
apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e
coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del
mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India,
in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli
ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi
rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali,
l’inferno animale nella società umana, il sangue, la
disperazione degli animali… Questo edificio, la cui cantina è un
mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani
superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.

Max Horkheimer, 1933
manifesto della rivista “LIBERAZIONI”

Domenica 1° aprile ha avuto luogo un evento speciale in una struttura privata dell’Associazione Via del Carota, Bagno a Ripoli (FI).

Volantino_TT_1apr2012

Vale la pena di raccontare brevemente questa storia dall’inizio. E’ andata così.

§ Un Transition Talk cercato con le persone giuste

Il 20 gennaio nei dintorni di Firenze avevo organizzato una serata sull’Economia Locale. Fu un bell’incontro in cui mi colpì l’interesse di alcune persone presenti, Francesco, Milena, Raffaella, Eva e molti altri non li conoscevo bene allora, ma erano lì. Come spesso accade, chi è recettivo al cambiamento ed aperto alle esperienze comunitarie si ritrova insieme in cerchio, prima o poi.

Il discorso di cambiamento partito quella sera aveva bisogno di maggiori appuntamenti per crescere. Molti me lo dissero.

Proprio in quei giorni sarebbe partito un Circolo di Studio sulla Permacultura. Il luogo di ritrovo è la proprietà di Milena a Bagno a Ripoli, dove ci incontriamo per fare l’orto e per seguire delle lezioni pratiche di Permacultura.

Il seguito della serata del 20 gennaio stava ancora aspettando, e a ben vedere molti dei partecipanti al Circolo di Studio erano interessati (e alcuni entusiasti conoscitori) del Movimento delle Transition Towns.

E’ cosi che ho trovato il modo di far coincidere più cose contemporaneamente: organizzando un Transition Talk “di secondo livello” proprio con queste persone, le quali vivono quasi per la totalità nei comuni di Firenze Sud e hanno costituito la giustificazione di apparecchiare per loro, ma in verità per tutti i partecipanti interessati, una discussione su come partire con un movimento di Transizione dal titolo: Quali passi fare.

Per l’occasione è venuto Stefano Peloso, facilitatore di Lame in Transizione.

§ Appunti sparsi della serata

(in grassetto le parole chiave della discussione)

- Un gruppo guida dovrebbe essere formato da più di 3 persone (a Lame hanno cominciato e sono tutt’ora in 6). E’ importante dato il carico di lavoro/responsabilità nella prima fase.

- L’iniziativa deve coinvolgere una comunità (strada, condominio, frazione di comune, dipende dal contesto) l’importante è il contatto diretto con tutti i partecipanti (no via web).

- Meglio il contesto molto piccolo che troppo grande.

- Trovare modi nuovi di coinvolgere:

Cineforum, comizio, seminario        NO

invitare VIP e personalità                  NO

Università del saper fare                  OK

Web-cafè / open space                          OK

giornate comunitarie (es. “Ort’ Attak”) OK

- La rete è usata solo per dare risonanza agli eventi. Il gruppo guida TT usa una mailing-list (per tenersi in contatto internamente) e un blog (per pubblicare le esperienze)

- Il gruppo guida TT non crea doppioni e “lavora dov’è più efficace”: se c’è già un Gas NON ne crea un altro, se c’è già un gruppo di acquisto fotovoltaico NON fa competizione con esso.

- Il gruppo guida TT collabora con tutti i movimenti ma NON si fa assorbire da: politica, legambiente, grillini, comuni virtuosi, centri sociali, Arci, associazioni turistiche, aziende.

- Sottogruppi creati a Lame in transizione: ALIMENTAZIONE, ENERGIA.

§ APPROFONDIMENTI

- Suggerito da Stefano: breve guida per facilitare un Web-Cafè

- Come usare un Open Space

- Cosa sono le “città” di Transizione

Eccomi qua! No no, non sono stato rapito. Ho passato semplicemente gli ultimi nove mesi alle prese con peripezie ben poco divertenti (traslochi, ricerca di appartamento, documenti, avviamento nella nuova realtà lavorativa).

Ma c’è stata anche una bellissima sorpresa. La nascita di mia figlia Anna.. Che dire! In casa siamo tutti per lei, così i mesi stanno passando e molto è cambiato nelle nostre priorità.

UNA FAMIGLIA IN CAMBIAMENTO

Ho lasciato alcune cose in sospeso, altre sono state riprogrammate, come il senso stesso di questo blog, che da ora in poi rappresenterà la finestra sulla rete della nostra esperienza di cambiamento, non più solo la mia. Per questo abbiamo intenzione di pubblicare stagionalmente una NEWSLETTER del nostro percorso in cui sia riassunto tutto quello che conta condividere. Cominciamo con questa.

ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI

Questa recente svolta nella nostra vita significa ancora maggiore consapevolezza e richiede talvolta prese di posizione molto decise:

- Gravidanza e parto fisiologici: una lotta contro il “Sistema”

I tentativi di omicidio del feto cominciano con esami pre-parto come l’amniocentesi.

Vengono proposti esami offensivi per la sensibilità della mamma e di nessuna valenza pratica come la trisomia.

Il parto medicalizzato produce a cascata una serie di effetti collaterali. L’”attenzione” dei medici (ginecologi di sesso maschile) perpetrata in sale illuminate con rumori e personale estraneo in transito, sale fredde che la povera mamma non riconosce come casa sua, sono la maniera migliore di produrre adrenalina, fermare le contrazioni, fermare l’ossitocina. Su un campione vastissimo di mamme da noi conosciute sentiamo delle conseguenze di tutto ciò: cesareo, emorraggie e altre complicazioni. Abbiamo anche letto molto per documentarci (L’agricoltore e il ginecologo; Abbracciamolo subito)

Abbiamo pensato al parto in casa assistito da ostetrica, contattando associazioni, conoscendo nel corso dei mesi donne straordinarie e attente alla salute di mamma e bambino, umili e professionali.

Per motivi di convenienza economica e soprattuto mancanza di privacy in condominio abbiamo poi optato per una struttura pubblica (il Margherita) in cui qualcosa di simile al parto naturale era possibile. Ne è valsa la pena! Anna è nata in maniera naturale e la mamma ne ha beneficiato producendo buon latte e rimettendosi già il giorno dopo.

- Alimentazione e allattamento

A dispetto dei condizionamenti esterni la migliore regola è prolungare l’allattamento il più possibile. Ciò significa non condizionare le richieste della bambina. Ascolteremo lei e non i medici. L’allattamento a richiesta è l’unico possibile.

Il latte in polvere non è latte. Le pappine comprate non sono cibo. Non vanno dati omogeneizzati, ma cibi vivi, freschi, fermentati, puliti ma non sterilizzati, di stagione e non confezionati.

Un’altra regola che teniamo sempre presente è: se la madre mangia male, la bambina mangia male.

- Vaccinazioni

Le vaccinazioni distruggono il sistema immunitario di un giovane mammifero proprio quando è in formazione. I vaccini sono un cocktail di sostanze (a volte tossiche e cancerogene) con uno sterminato ventaglio di effetti collaterali incrociati non noti. Le case farmaceutiche fanno cartello e corrompono i medici e i sistemi di informazione. Di tutto questo ambiente poco pulito ce ne terreno alla larga. Nessun vaccino per Anna.

- L’ ipotesi “igiene”

Il 90% del nostro corpo sono batteri esterni.

La diffusione della cultura dell’igiene è la maggiore responsabile, secondo alcuni, della attuale pandemia di allergia nella società occidentale (l’unica che abbia adottato questo criterio). E’ importante avere atteggiamento critico su qualsiasi tema, ma è ache vero che riteniamo le due cose perfettamente collegabili: l’igiene è una maniera di mantenere una persona in permanente carenza di biodiversità immunitaria. Risultato: abbiamo capito che le mani non vanno lavate, che non va fatta “pulizia” in casa nella maniera che i miei genitori sono stati abituati a pensare, ma ci limitiamo a levare i residui visibili con acqua e al massimo bicarbonato e aceto, quando occorre.

MANGIARE BIO, A CHILOMETRO ZERO E DA FILIERA CORTA

Tutte parole molto di moda oggi! Ma al di là delle parole, c’è sotto un fondo di verità e di etica agrologica.

Abbiamo faticosamente cercato tra le varie reti di Gruppi di acquisto, produttori locali, viaggiando in questi mesi per cercare di arrivare al miglior cibo biologico. Tuttavia ci siamo resi conto di quanto è alto il consumo di benzina e in generale l’impronta ecologica del muoversi per acquistare cibo. Per una famiglia che abita in città è FONDAMENTALE organizzare la logistica e ridurre gli spostamenti. Siamo ritornati a considerare i GAS come soluzione ottimale, per molti motivi (i soliti :)

1- Veniamo a conoscenza dei produttori e i loro prodotti, svisceriamo quel tema-tabù che oggi è la provenienza del cibo. Parliamo con loro e capiamo come conducono l’azienda agricola e come trattano i loro animali.

2- Acquisiamo nozione del “giusto prezzo del cibo”, diventando acquirenti consapevoli. Senza accorgerecene diventiamo esperti nel mercato dei prezzi, orientandoci negli acquisti di tutti i giorni.

Lo sapevate che i prezzi al supermercato sono molto più alti di quelli del cibo BIO locale? Per esempio aquistiamo latte crudo biologico a 1,4 Euro al litro (gennaio 2012) mentre quello venduto al supermercato costa 1,6 Euro.

3- Finanziamo i piccoli produttori locali e contribuiamo così a rilocalizzare l’economia.

4- Siamo indotti a mangiare cibo di stagione, che è quello più salutare e ci responsabilizza a rispettare i cicli naturali, facendo anche un piacere all’ambiente perché aiutiamo a ridurre il trasporto di merci dall’altro emisfero.

LA RICERCA DEL TERRENO

Il tema dolente è la ricerca spasmodica del terreno. Siamo appena agli inizi e non conosciamo ancora il mercato intorno a Firenze, ma già dalle prime visite è emerso un mercato saturo e prezzi inavvicinabili. Le amicizie che stiamo facendo ci aiutano a reperire informazioni. Il problema sarà trovare un posto abbastanza vicino da permettere il mio pendolarismo con il lavoro a Firenze.

- Co-housing e Ecovillaggi

In questi mesi andremo a visitare le realtà dei co-housing e degli ecovillaggi più a portata di mano (Bagnaia, Corricelli, Candeggio) per capire se è una opzione fattibile.

- Abbiamo chiaro che non cerchiamo isolamento o isolazionismo, ma Comunità.

- Abbiamo l’esigenza di comprare un terreno dividendo le spese. Non intendiamo avere a che fare con il sistema bancario.

- Non ci illudiamo che la vita con il prossimo sia difficile, ancor più con un vicino (anche se illuminato da rivelazioni simil-ecologistiche o vegane) e sappiamo che l’individualismo cronico guida nostro malgrado molti tentativi di fare qualcosa di buono e collaborativo.

PRENDERE PARTE ALLA RETE

Nei mesi passati abbiamo preso parte alle attività dell’Associazione Equobaleno, che ci ha permesso di conoscere molta gente in gamba. Grazie a loro abbiamo conosciuto e preso parte a reti di scambio/baratto, che sono un’ottima alternativa al solito commercio e nello stesso tempo un modo di socializzare, di creare legami.

Per caso in uno di questi scambi abbiamo conosciuto Simona, appartenente ad un GAS di Novoli molto vicino a casa nostra e di conseguenza siamo stati felici di prenderne parte e lasciare finalmente l’auto in garage per andare a ritirare la spesa biologica appena consegnata!

Quando serve dobbiamo affidarci alla spesa mista al dettaglio, in questo caso preferiamo farla con Orto a Casa, oppure andando nei negozi di Cambio Spesa, oppure la domenica frequentiamo i bellissimi mercatini contadini come quelli della Fierucola.

Stiamo prendendo parte ad un Circolo di Studio a Bagno a Ripoli, in cui sono felice di fare da tutor e di portare avanti un po’ la mia esperienza pratica di progettazione in Permacultura, che ci sta aprendo la porta ad altre amicizie ed altre reti di persone attive. I nostri fine settimana cominciano così a riempirsi pian piano di incontri.

IL CAMBIAMENTO VERO

..è dentro di noi. E in questi mesi ne stiamo trovando conferma: stiamo poco a poco spendendo sempre meno arricchendo sempre di più la nostra giornata. Gli ingredienti principali di questo miracolo possiamo enunciarli così: cura della terra, cura delle persone e condivisione del surplus.

Il progetto di rilocalizzarci e ritrovare una terra, una comunità e un modo sensato di vivere sembra un impegno impossibile, ma se pensiamo in prospettiva al nostro punto di partenza (la ruota dei criceti) e ai progressi che abbiamo fatto per cambiare, siamo più che convinti che valga la pena andare avanti.

Emmanuele

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E’ partito il Circolo di Studio in Permacultura a Bagno a Ripoli (FI).

I circoli di studio sono una iniziativa del comune di Firenze che utilizza come finanziamento il FSE (Fondo Sociale Europeo). Sono un’esperienza di educazione permanente in cui un piccolo gruppo di persone si riunisce volontariamente per approfondire un argomento di interesse comune.

Nel nostro caso è stato aperto un Gruppo dal titolo “Permacultura applicata” che via via ha riscosso sempre maggiori adesioni, tanto da sfociare nella formazione di altri tre gruppi, per un totale di piu di 30 persone!

Sono stato coinvolto in questa bella esperienza da Milena, dell’Associazione Via del Carota, proprietaria del terreno su cui si farà scuola e partecipo in qualità di tutor all’organizzazione della didattica delle lezioni.

Il docente che è venuto a farci lezione e continuerà con altre giornate nel corso delle prossime settiane è Fabio Pinzi, dell’Accademia di Permacultura.

MAILING LIST e BLOG

Ho aperto una Mailing list (permaculturafirenze) per facilitare le comunicazioni tra i componenti e un BLOG in cui l’idea è quella che ognuno abbia accesso e possa arricchire con il suo contributo i contenuti.

Il calendario è definito per le prossime lezioni, e ad ogni lezione ci proponiamo di fare un resoconto di quello che abbiamo imparato (vedi lezione dell’11 marzo).

Si sta dimostrando una bella esperienza, come sempre sperimento in questo ambiente!

Questa pagina è dedicata alle scuole che hanno al momento un calendario attivo per l’anno 2012 sui corsi di permacultura e pratiche sostenibili.

  • I corsi di Ofelix, Permacultura e altro, Monte Ofelio (CE)

Spesso si aspetta per troppo tempo che “succeda qualcosa”, quando bastano piccoli gesti personali per costruire pezzettini di cambiamento.

UNA SERATA SULL’ECONOMIA LOCALE E LO SCEC

Venerdì 20 Gennaio presso a Sesto Fiorentino (FI) ho organizzato un cineforum e dibattito sull’ ECONOMIA LOCALE.

Il programma della serata è stato:

1) Vedere il film l’Economia della felicità;

2) Presentazione del Progetto Arcipelago SCEC;

3) Dibattito.

L’evento si è svolto bene. Il film è stato bellissimo e la presentazione del “picco del debito” (fatta da Giovanni, uno dei volontari del Progetto Arcipelago SCEC) ha interessato tutti.

A seguire si è svolto un cerchio di domande a cui hanno partecipato una trentina di persone provenienti dai diversi comuni vicini, inclusi Firenze, Montespertoli, Bagno a Ripoli e in cui sono state sollevate molte domande inizialmente scettiche ma successivamente sempre piu’ interessate alla soluzione SCEC, a mano a mano che venivano spiegati i vantaggi del denaro locale.

L’obiettivo della serata era far adottare ai Gruppi di Aquisto Solidale di firenze lo SCEC e spingere ad una adesione anche i produttori dei Gas stessi. Spero che un po’ sia successo.

E ORA? COSA DOVREBBE SUCCEDERE?!

Dopo la serata molti mi hanno scritto di continuare così. La naturale evoluzione per me sarebbe arrivare a parlare del quadro completo della crisi e introdurre il movimento di Transizione.

Sto raccogliendo consensi per capire se c’è la massa critica che giustifichi l’impegno a organizzare questo secondo evento.

E cosi’, eccomi qua a buttare giu’ bozze di un programma per venerdì 10 febbraio 2012:

ECONOMIA LOCALE, CONTINUIAMO A PARLARNE

(Transizione in corso… quali passi fare)

AGENDA (bozza):

-          SALUTO: I singoli partecipanti si presentano (5 min ciascuno);

-         LA CONVERGENZA DELLE CRISI e L’APPROCCIO DELLE TRANSITION TOWNS: presentazione power point (30-45 min circa);

-          DIBATTITO: dopo la presentazione, si formeranno tavoli di discussione (4-5 partecipanti per tavolo) che potranno autogestirsi esplorando le possibili soluzioni fattibili nel proprio intorno;

-          IL TABELLONE DEI PROGETTI: i singoli tavoli presentano le proprie proposte al resto della sala.

Guardate la nostra terra, è meravigliosa.

Immagine di Martin

…Serve un bel respiro prima di cominciare…

§ Acqua passata?

“Nessun sottosistema di un sistema finito può crescere all’infinito: è una legge fisica.”

L’annosa questione dei limiti della crescita è stata risolta con l’accettazione della verità di cui sopra.

E’ stato poi elaborato un brillante progetto sociale con cui tenerci a galla nella fase di passaggio dalla vecchia maniera di commerciare, sprecare e speculare (business as usual) verso il nuovo paradigma economico. Il progetto si chiama Transizione ed è tutt’ora in corso.. Ma le Nazioni cosa fanno nel frattempo?

Nell’ottobre del 2008, in piena crisi, il sindaco di Londra, Boris Johnson, inaugurando un enorme centro commerciale, invitava la gente ad uscire ed andare a spendere. Del resto lo stesso Presidente Bush all’indomani dell’ 11 settembre suggeriva agli americani di “uscire a fare spese”. E lo stesso suggerimento era solito darlo ancora nel Natale di 2 anni fa il presidente del consiglio come rimedio alla crisi economica: “Italiani, spendete e non risparmiate!”

Cosa aggiungere a questo sopra? Si commenta da solo.

L’economia mondiale indottrina a oltranza generazioni di colletti bianchi, di politici e finanzieri non potendo e non volendo fermarsi. Evidentemente tra noi in questa società parliamo lingue molto diverse.

§ Vedere per credere

Il modello matematico elaborato dai Meadows predice bene, seppur grossolanamente, quello che sta succedendo.

Stiamo vivendo una fase di veloce esaurimento delle risorse (curva rossa in copertina), a causa del loro eccessivo sfruttamento. Quello che ne consegue è una breve parentesi di massimo splendore della tecnologia (curva gialla in copertina): avendo noi a disposizione il maggiore flusso di materie prime e combustibili della storia dell’umanità, la popolazione che ne può beneficiare cresce e produce manufatti tecnicamente sofisticati, vive nell’opulenza, seppur sulla base di un radicato sistema economico iniquo e coercitivo, basato sulla logica della proprietà, del profitto e del potere. Il sistema economico ha anche preso una piega suicida acquisendo la dottrina del consumo ciclico, della obsolescenza pianificata e della moneta debitoria come nucleo dei suoi meccanismi. Un sistema così malato non potrebbe mai sopravvivere a lungo, è fatto per esplodere.

Il massimo di popolazione, reddito, tecnologia, cibo, produzione eccetera cade proprio nel punto di mezzo dell’esaurimento delle risorse (punto di massimo relativo della curva gialla in copertina). Passato il punto di mezzo delle riserve e dei depositi, l’estrazione di energia a basso costo rallenta, e porta ad uno squilibrio tra domanda e offerta che fa collassare il sistema economico. L’estrazione delle risorse rallenta da lì in poi progressivamente. Decresce per la prima volta anche il flusso di materie prime e risorse non rinnovabili (terreno coltivabile, banchi ittici, biodiversità vegetale, risorse forestali).

Nessun sistema economico umano può esserci al di fuori del sistema biologico entro cui vive l’uomo.

Per la prima volta nella storia, raggiunto il punto di picco, il limite alla crescita del sistema economico è dato dal processo di sgonfiamento del sistema biologico. Sta letteralmente finendo l’aria nella navicella.. non perché respiriamo troppo, ma perché la navicella si sta rimpicciolendo.

La natura sta scomparendo dalla Terra.

Il processo è inarrestabile una volta superato il punto di non ritorno climatico.

Il punto di non-ritorno climatico, a detta dei climatologi, dei meteorologi e della comunità scientifica di tutto il mondo, è demarcato dalla linea delle 300-350 parti per milione (abbreviato ppm) di anidride carbonica in atmosfera. Questa è un limite dettato dal buon senso: in nessuna epoca della storia geologica in cui è nata e cresciuta la specie umana sulla Terra la concentrazione di anidride carbonica aveva mai superato tale valore.

E’ dagli anni ottanta che abbiamo superato tale livello. Da quest’anno siamo oltre le 390 ppm.

Un altro indicatore è l’impronta ecologica mondiale, quanto velocemente distruggiamo le risorse che la natura deve ripristinare. Incisiva è l’osservazione che l’uomo non è capace di produrre il proprio ambiente vitale, sa solo distruggerlo. Ad esempio non sa produrre frutta, la frutta sboccia ogni anno sugli alberi grazie agli insetti impollinatori, non certo grazie alla “tecnologia”. L’uomo non sa produrre acqua potabile, se non a costo di dispendiosi sistemi energibori che producono maggiore CO2. Non sa nemmeno produrre ossigeno, da cui dipende per respirare. Tutte queste cose le fa per lui la biosfera. La biosfera ha risorse che sono capaci di ripristinarsi da sole, come le foreste, ma a patto che sia inferiore la velocità dell’uomo di distruggerle. Quando le due velocità si equivalgono, si dice che l’impronta ecologica è uguale a uno.

IE = 1

Tuttavia per nostra sfortuna non siamo stati attenti alla nostra impronta ecologica. Dal 1984 la nostra impronta è maggiore di quella terrestre, ed oggi siamo arrivati ad impronta ecologica di circa il 150%. Distruggiamo la Terra piu velocemente di quanto le sue risorse rinnovabili si riformano.

Tuttavia questo conteggio è molto ottimistico, perché non tiene conto della velocità di distruzione delle risorse non rinnovabili, come uranio, petrolio, gas naturale, fosfati, che non sono tenuti in conto nel calcolo dell’impronta, di cui non sappiamo fare a meno in questa nostra economia e per i quali i tempi di ripristino non sono calcolabili.

§ Le idee che sono in giro

Penso che in questo periodo, in cui il disfacimento del sistema si manifesta progressivamente sempre più visibile (e tangibile), l’idea di essere tra coloro che preparano strategie per il “politicamente inevitabile” possa essere di grande motivazione per tutti. Per chi sta sperimentando la Transizione, ma più in generale per tutti quelli che sono alla ricerca di modelli differenti (come i Gas) e che fanno “circolare idee” che potranno essere raccolte al momento opportuno da tutti gli altri.

Tim Jackson riflette abbastanza seriamente sul senso della crisi che viviamo oggi.

Per chi è angloabile e ha un po’ di tempo da perdere, come me stasera davanti il pc, consiglio un discorso in più parti di Rob Hopkins (Rob Hopkins Off Grid 2011) sul percorso che Transition sta facendo e sui punti cardini del processo culturale: localizzazione, decrescita, autosufficienza, cambiamento interiore.

Troppo povero questo paragrafo? Poche idee?

Leggerete tanto su quello che sto tentando di fare io in questi mesi. A chi mi vuole bene consiglio la bibliografia che fin’ora ho elencato nella pagina del blog, tutta, e magari da leggere di nuovo il libro di transizione di Luca Mercalli, vedi link.

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