Eccomi qua! No no, non sono stato rapito. Ho passato semplicemente gli ultimi nove mesi alle prese con peripezie ben poco divertenti (traslochi, ricerca di appartamento, documenti, avviamento nella nuova realtà lavorativa).

Ma c’è stata anche una bellissima sorpresa. La nascita di mia figlia Anna.. Che dire! In casa siamo tutti per lei, così i mesi stanno passando e molto è cambiato nelle nostre priorità.
UNA FAMIGLIA IN CAMBIAMENTO
Ho lasciato alcune cose in sospeso, altre sono state riprogrammate, come il senso stesso di questo blog, che da ora in poi rappresenterà la finestra sulla rete della nostra esperienza di cambiamento, non più solo la mia. Per questo abbiamo intenzione di pubblicare stagionalmente una NEWSLETTER del nostro percorso in cui sia riassunto tutto quello che conta condividere. Cominciamo con questa.
ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI
Questa recente svolta nella nostra vita significa ancora maggiore consapevolezza e richiede talvolta prese di posizione molto decise:
- Gravidanza e parto fisiologici: una lotta contro il “Sistema”
I tentativi di omicidio del feto cominciano con esami pre-parto come l’amniocentesi.
Vengono proposti esami offensivi per la sensibilità della mamma e di nessuna valenza pratica come la trisomia.
Il parto medicalizzato produce a cascata una serie di effetti collaterali. L’”attenzione” dei medici (ginecologi di sesso maschile) perpetrata in sale illuminate con rumori e personale estraneo in transito, sale fredde che la povera mamma non riconosce come casa sua, sono la maniera migliore di produrre adrenalina, fermare le contrazioni, fermare l’ossitocina. Su un campione vastissimo di mamme da noi conosciute sentiamo delle conseguenze di tutto ciò: cesareo, emorraggie e altre complicazioni. Abbiamo anche letto molto per documentarci (L’agricoltore e il ginecologo; Abbracciamolo subito)
Abbiamo pensato al parto in casa assistito da ostetrica, contattando associazioni, conoscendo nel corso dei mesi donne straordinarie e attente alla salute di mamma e bambino, umili e professionali.
Per motivi di convenienza economica e soprattuto mancanza di privacy in condominio abbiamo poi optato per una struttura pubblica (il Margherita) in cui qualcosa di simile al parto naturale era possibile. Ne è valsa la pena! Anna è nata in maniera naturale e la mamma ne ha beneficiato producendo buon latte e rimettendosi già il giorno dopo.
- Alimentazione e allattamento
A dispetto dei condizionamenti esterni la migliore regola è prolungare l’allattamento il più possibile. Ciò significa non condizionare le richieste della bambina. Ascolteremo lei e non i medici. L’allattamento a richiesta è l’unico possibile.
Il latte in polvere non è latte. Le pappine comprate non sono cibo. Non vanno dati omogeneizzati, ma cibi vivi, freschi, fermentati, puliti ma non sterilizzati, di stagione e non confezionati.
Un’altra regola che teniamo sempre presente è: se la madre mangia male, la bambina mangia male.
- Vaccinazioni
Le vaccinazioni distruggono il sistema immunitario di un giovane mammifero proprio quando è in formazione. I vaccini sono un cocktail di sostanze (a volte tossiche e cancerogene) con uno sterminato ventaglio di effetti collaterali incrociati non noti. Le case farmaceutiche fanno cartello e corrompono i medici e i sistemi di informazione. Di tutto questo ambiente poco pulito ce ne terreno alla larga. Nessun vaccino per Anna.
- L’ ipotesi “igiene”
Il 90% del nostro corpo sono batteri esterni.
La diffusione della cultura dell’igiene è la maggiore responsabile, secondo alcuni, della attuale pandemia di allergia nella società occidentale (l’unica che abbia adottato questo criterio). E’ importante avere atteggiamento critico su qualsiasi tema, ma è ache vero che riteniamo le due cose perfettamente collegabili: l’igiene è una maniera di mantenere una persona in permanente carenza di biodiversità immunitaria. Risultato: abbiamo capito che le mani non vanno lavate, che non va fatta “pulizia” in casa nella maniera che i miei genitori sono stati abituati a pensare, ma ci limitiamo a levare i residui visibili con acqua e al massimo bicarbonato e aceto, quando occorre.
MANGIARE BIO, A CHILOMETRO ZERO E DA FILIERA CORTA
Tutte parole molto di moda oggi! Ma al di là delle parole, c’è sotto un fondo di verità e di etica agrologica.
Abbiamo faticosamente cercato tra le varie reti di Gruppi di acquisto, produttori locali, viaggiando in questi mesi per cercare di arrivare al miglior cibo biologico. Tuttavia ci siamo resi conto di quanto è alto il consumo di benzina e in generale l’impronta ecologica del muoversi per acquistare cibo. Per una famiglia che abita in città è FONDAMENTALE organizzare la logistica e ridurre gli spostamenti. Siamo ritornati a considerare i GAS come soluzione ottimale, per molti motivi (i soliti :)
1- Veniamo a conoscenza dei produttori e i loro prodotti, svisceriamo quel tema-tabù che oggi è la provenienza del cibo. Parliamo con loro e capiamo come conducono l’azienda agricola e come trattano i loro animali.
2- Acquisiamo nozione del “giusto prezzo del cibo”, diventando acquirenti consapevoli. Senza accorgerecene diventiamo esperti nel mercato dei prezzi, orientandoci negli acquisti di tutti i giorni.
Lo sapevate che i prezzi al supermercato sono molto più alti di quelli del cibo BIO locale? Per esempio aquistiamo latte crudo biologico a 1,4 Euro al litro (gennaio 2012) mentre quello venduto al supermercato costa 1,6 Euro.
3- Finanziamo i piccoli produttori locali e contribuiamo così a rilocalizzare l’economia.
4- Siamo indotti a mangiare cibo di stagione, che è quello più salutare e ci responsabilizza a rispettare i cicli naturali, facendo anche un piacere all’ambiente perché aiutiamo a ridurre il trasporto di merci dall’altro emisfero.
LA RICERCA DEL TERRENO
Il tema dolente è la ricerca spasmodica del terreno. Siamo appena agli inizi e non conosciamo ancora il mercato intorno a Firenze, ma già dalle prime visite è emerso un mercato saturo e prezzi inavvicinabili. Le amicizie che stiamo facendo ci aiutano a reperire informazioni. Il problema sarà trovare un posto abbastanza vicino da permettere il mio pendolarismo con il lavoro a Firenze.
- Co-housing e Ecovillaggi
In questi mesi andremo a visitare le realtà dei co-housing e degli ecovillaggi più a portata di mano (Bagnaia, Corricelli, Candeggio) per capire se è una opzione fattibile.
- Abbiamo chiaro che non cerchiamo isolamento o isolazionismo, ma Comunità.
- Abbiamo l’esigenza di comprare un terreno dividendo le spese. Non intendiamo avere a che fare con il sistema bancario.
- Non ci illudiamo che la vita con il prossimo sia difficile, ancor più con un vicino (anche se illuminato da rivelazioni simil-ecologistiche o vegane) e sappiamo che l’individualismo cronico guida nostro malgrado molti tentativi di fare qualcosa di buono e collaborativo.
PRENDERE PARTE ALLA RETE
Nei mesi passati abbiamo preso parte alle attività dell’Associazione Equobaleno, che ci ha permesso di conoscere molta gente in gamba. Grazie a loro abbiamo conosciuto e preso parte a reti di scambio/baratto, che sono un’ottima alternativa al solito commercio e nello stesso tempo un modo di socializzare, di creare legami.
Per caso in uno di questi scambi abbiamo conosciuto Simona, appartenente ad un GAS di Novoli molto vicino a casa nostra e di conseguenza siamo stati felici di prenderne parte e lasciare finalmente l’auto in garage per andare a ritirare la spesa biologica appena consegnata!
Quando serve dobbiamo affidarci alla spesa mista al dettaglio, in questo caso preferiamo farla con Orto a Casa, oppure andando nei negozi di Cambio Spesa, oppure la domenica frequentiamo i bellissimi mercatini contadini come quelli della Fierucola.
Stiamo prendendo parte ad un Circolo di Studio a Bagno a Ripoli, in cui sono felice di fare da tutor e di portare avanti un po’ la mia esperienza pratica di progettazione in Permacultura, che ci sta aprendo la porta ad altre amicizie ed altre reti di persone attive. I nostri fine settimana cominciano così a riempirsi pian piano di incontri.
IL CAMBIAMENTO VERO
..è dentro di noi. E in questi mesi ne stiamo trovando conferma: stiamo poco a poco spendendo sempre meno arricchendo sempre di più la nostra giornata. Gli ingredienti principali di questo miracolo possiamo enunciarli così: cura della terra, cura delle persone e condivisione del surplus.
Il progetto di rilocalizzarci e ritrovare una terra, una comunità e un modo sensato di vivere sembra un impegno impossibile, ma se pensiamo in prospettiva al nostro punto di partenza (la ruota dei criceti) e ai progressi che abbiamo fatto per cambiare, siamo più che convinti che valga la pena andare avanti.
Emmanuele
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